lunedì 20 giugno 2016

Camminare sull'acqua

Senza troppo informarmi prima, se non per le cose pratiche, senza troppe aspettative ma con il timore, anzi, della ressa, d'impulso ho deciso di andare a vedere i Floating Piers di Christo sul Lago d'Iseo.
Ho trovato una socia nella scelta, un po' bislacca, di partire ben prima dell'alba per andare a vederla dalla passerella. Non ci è stato possibile: non era vero infatti che il percorso è aperto 24h, non lo è stato, almeno, ieri, 19 giugno.
E per fortuna che ero in compagnia, da sola forse non mi sarei forzata alla partenza alle 3:30 del mattino e probabilmente non avrei retto al disappunto di dover aspettare 2,5 ore in coda, per aspettare l'apertura alle 8:00. La ressa per me è un deterrente grande, tra becerumi, furberie, fumo. schiamazzi e scompostezze varie. Però mentre si aspetta a volte si fanno anche chiacchiere gradevoli, sono queste da valorizzare.
Ma se non avessi seguito l'impulso sarebbe stato un peccato.
L'opera per me è bella ed è un'esperienza che sono contenta di aver fatto.
Come tutte le cose che hanno un valore, ha diversi livelli.
Uno sensoriale, fisico: il leggero dondolio mentre si cammina, la brezza, i suoni, tra i quali con un po' di pazienza si riesce ad isolare quelli della natura, gli uccelli, gli insetti, il vento, l'acqua (https://www.youtube.com/watch?v=VT4x02zerD0); e il colore, questo arancione così acceso e così perfetto, che non si può non vedere, che guida lo sguardo, che è una sorta di sigillo: io, l'artista, ho fatto questo, per te.


Per darti l'occasione di vedere un luogo come non l'avevi mai visto, di arrivarci camminando, dove il cammino è negato, per guidarti, passo passo, letteralmente, a questa scoperta.



Un altro livello, infatti, è che questa è un'opera da vivere, da sperimentare, da calpestare, da camminare: il fruitore è invitato ad entrarci e a farne parte.












La partecipazione, la condivisione dell'opera e dell'esperienza con altri è il livello per me più inatteso: quella folla che mi stava allontanando è la stessa che meglio rappresenta l'aspetto simbolico: è solo guardando gli altri che davvero il "camminare sulle acque" acquista un senso.

E infine, non meno importante, il livello dell'intellettualizzazione, quando ci ripensi e cerchi il senso e dai il senso all'idea, all'opera, all'esperienza. E ne apprezzi la realizzazione, la visione, il progetto. Apprezzi anche che sia a tempo e per tutti: è un'occasione, uno sguardo, una suggestione, un momento che porti con te. Non è permanente, ma va a costituire, e un po' anche a costruire, il vissuto di chi decida di aggiungerci questa esperienza.

Ho letto alcune critiche, soprattutto che andare per andare conta poco. Ed è vero, questo è il limite, spesso, delle esperienze di massa, che si auto-alimentano e si riducono a consumo, che si bruciano nella spunta del "fatto", "io c'ero". Ecco, se i critici invece che stigmatizzare invitassero a cogliere i tanti livelli forse il consumo si arricchirebbe di senso, e sarebbe un valore aggiunto.

Altre critiche riguardano la necessità di inserire questa opera nel contesto del lago e dei suoi luoghi e delle sue ricchezze, artistiche e di costume, ma questo secondo me riguarda più la pro-loco che l'idea artistica.
Credo che a questo proposito si possa parlare di occasione un po' sprecata: tanto clamore, tanta curiosità, tanta attenzione, tanto successo potevano essere raccolti meglio; magari accadrà nei prossimi giorni ma la mia sensazione ieri è stata di affanno, di inadeguatezza, di timore.
Come quando fai una cosa ma non ci credi fino in fondo, e quindi resti un po' in mezzo al guardo. Peccato, perché Christo le passerelle le ha messe, per completare la traversata.


1 commento:

  1. Dopo aver letto di questa esperienza, mi sarebbe piaciuto essere stata la tua socia.
    Con il tuo racconto e le foto pubblicate, un po' mi ci hai portata!

    RispondiElimina

A caccia dell'aurora boreale

COME VEDERE L'AURORA BOREALE  - Da appassionata del nord del mondo ho sempre desiderato vedere le  northern lights  ma d’estate è piutto...