venerdì 10 novembre 2017

A caccia dell'aurora boreale

COME VEDERE L'AURORA BOREALE - Da appassionata del nord del mondo ho sempre desiderato vedere le northern lights ma d’estate è piuttosto improbabile, e infatti non le avevo viste mai. 

Poi, documentandomi, ho scoperto che le tempeste solari che causano questo fenomeno così affascinante hanno una ciclicità di 11 anni e che gli anni tra il 2012 e ail 2014 erano il picco di questo ciclo (e a questo picco in particolare sono anche legate alcune teorie catastrofiste), il prossimo sarà nel 2023-2024.

Quindi nel Marzo 2013 ho deciso di andare in Lapponia, finlandese, e tentare la caccia all’aurora boreale. 

E’ stato un lungo fine settimana emozionante, diverso e bellissimo. La meta è stata Inari, sull’omonimo, immenso lago, a circa un’ora d’auto dall’aeroporto di Ivalo, uno dei più a nord d’Europa, che assomiglia a un rifugio di montagna, con le pareti in legno, le teste d’alce appese e le volpi impagliate.

Appena scesi dall’aereo la sensazione di essere arrivati in capo al mondo è nettissima, e lo diventerà ancora di più sul lago: è freddissimo, un freddo secco, pungente, che rivitalizza ogni singola cellula del corpo. 
L’aria è leggera e viene da berla più che da respirarla. C’è neve, tantissima neve, ovunque solo neve e pini, e renne, le strade sono ghiacciate e le auto usano pneumatici chiodati. 


Il lago, oltre 1000 Km2, con circa 3000 isole, è interamente ghiacciato e nonostante in albergo ci dicano che lo strato di ghiaccio è spessissimo, io sono un po’ titubante all’inizio ad avventurarmi con le ciaspole, soprattutto il primo giorno, che tira un vento artico che sposta. 




In albergo prendono la caccia all’aurora boreale molto seriamente e ci dicono che non siamo lì per dormire ma per andare in giro a cercarla. Il primo giorno tuttavia non siamo stati fortunati: nonostante la previsione di attività solare fosse un kp6 (altissima), c’era un tale strato di nubi che avrebbe bloccato il passaggio di qualunque luce. 

Quella sera siamo andati un po’ in giro intorno al lago, immersi in un silenzio assoluto, con gli occhi ben presto abituati al buio, immaginando che dietro le nubi danzassero colori che non esistono nell’arcobaleno. La notte ci svegliavamo ogni due ore, per guardare fuori dalla finestra e vedere se per caso fosse sbucata la luna. Nulla da fare.

Il giorno dopo invece splende il sole e riscalda le nostre speranze. 


Per ingannare il tempo fino a sera facciamo una corsa sulla slitta trainata dagli husky, ed è veloce, entusiasmante e divertente. Ci si sente liberi, in questi spazi vuoti e immensi, correndo veloci insieme ai cani.






Durante il pranzo, frugale, dentro una capanna lappone scaldandoci davanti al fuoco chiacchieriamo con la proprietaria del parco dove sono organizzate le gite, che ci racconta di essere scappata con i suoi husky, che temono il caldo, dalla confusione del sud della Finlandia e che mai lascerebbe la sua Lapponia, nonostante per noi sia così estrema.




Finalmente arriva la sera, e il cielo è limpido. 
La previsione di aurora è kp4, non alta ma comunque indice di una certa attività. E infatti, terminata da poco la cena leggera (la Lapponia non è terra di gourmet) arriva il grido: “northern lights” e tutti ci precipitiamo fuori, dopo aver indossato tutti gli indumenti caldi che abbiamo. 


I professionisti hanno macchine fotografiche molto serie e i cavalletti: per immortalare l’aurora serve esposizione lunghissima. Io non scatto foto ma ricordo col cuore. 

Mi sono emozionata: era tanto che volevo vedere l’aurora boreale e finalmente, eccola! Non la più potente, né la più colorata della storia, ma pur sempre una splendida danza di luci nel cielo. Questa è l’aurora boreale in Lapponia: luci danzanti alte nel cielo.Si accendono, si muovono, cambiano forma e posizione, si allungano, si accorciano e si spengono, per riaccendersi in un altro punto del cielo e ricominciare la danza. La nostra è durata un paio d’ore, e ci ha tenuto col naso - freddo - per aria sul lago, lontano da ogni luce artificiale e da ogni rumore, a seguire il ballo delle luci. E’ stato uno spettacolo emozionante, sorprendente, bellissimo.
Non era ancora finita che già la volevo rivedere.

Quest'anno, sempre a Marzo, l'ho vista in Scozia ed è molto diversa, non l'ho neanche riconosciuta subito, perché mi aspettavo la danza di luci alta nel cielo, come in Lapponia. 
In Scozia invece, per via della latitudine, le luci si accendono come una fascia all'orizzonte e "sparano" delle fiammate di colore. Si intravedevano - con una necessaria e discreta dose di immaginazione, nonostante la totale assenza di inquinamento luminoso, il cielo infatti era pieno di stelle e l'aurora era debole - i verdi e i rossi che cercavano di bucare la nebbiolina bassa gentilmente offerta dal mare che come a farsi perdonare, però, restituiva il riflesso aumentando la luminosità. 
La panchina fuori dal nostro cottage, la serata fredda ma non gelida, la totale assenza di vento e come unico suono il mare, placido nella fase calante di marea, lo rendono un ricordo struggente. Uno di quelli da "attimo fermati, sei bello".

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